Pasqua 2018: i riti della settimana Santa in Puglia. Taranto emblema della ritualità pasquale.

Pasqua 2018: i riti della settimana Santa in Puglia. Taranto emblema della ritualità pasquale.

È un’atmosfera ricca di suggestioni e carica di misticismo quella che caratterizza la Settimana Santa in Puglia. La sacra liturgia e la pietà popolare rivivono nelle tradizionali processioni di Pasqua: un viaggio nel tempo nei riti tramandati da secoli di padre in figlio all’interno delle confraternite. E’ il caso dei Sepolcri dei Pappamusci, nome dialettale che, a Francavilla Fontana, viene usato per indicare gli adepti della Confraternita del Carmine che, il pomeriggio del Giovedì santo, a piedi nudi, vestiti di bianco, con in mano un bastone,  percorrono le strade e passano innanzi alle chiese,  inginocchiandosi dinanzi agli altari della reposizione. A Noicattaro, sempre il Giovedì Santo, a sera, i Crociferi escono dalla chiesa della Madonna della Lama, dinnanzi alla quale fiammeggia un gigantesco falò,  incappucciati e vestiti di nero con una pesante croce di legno sulle spalle. Procedono a piedi nudi e trascinano, legata a una caviglia, una catena di ferro. Passano in processione attraverso la città e ad ogni Chiesa, depongono la croce e camminando in ginocchio, vi fanno ingresso, per poi fustigarsi con la catena e riprendere il cammino. Ancora più suggestiva, sempre a Noicattaro, alle due del mattino la processione dell’Addolorata: nel buio assoluto, spenta tutta l’illuminazione pubblica del paese, donne velate, vestite a lutto e i Crociferi, percorrono a piedi alcune vie della città. L’emblema della ritualità pasquale in Puglia, però, resta, senza ombra di dubbio, Taranto. I riti della Settimana Santa di Taranto sono tra i più antichi e particolari di tutta Italia. La Settimana Santa tarantina ha inizio con lo scambio dei ramoscelli d’ulivo la Domenica delle Palme (rito diffuso in tutta Italia), giorno in cui le due storiche Confraternite, di Maria Addolorata e San Domenico, e quella del Carmine, danno luogo alle loro gare per aggiudicarsi l’onore di partecipare alle processioni di Giovedì e Venerdì Santo. Imponenti le processioni del Giovedì e del Venerdì Santo a Taranto, che si snodano nelle viuzze pavimentate a lastrico della città vecchia e nel centro cittadino. Nel primo pomeriggio del Giovedì Santo inizia il pellegrinaggio dei Confratelli del Carmine ai Sepolcri, più giustamente detti altari della Reposizione che vengono allestiti in ogni Chiesa della città. Questi uomini, i Perdoni, perduni in dialetto tarantino, avanzano con un dondolio lento ed esasperante che i tarantini chiamano a nazzecate” e simboleggiano i pellegrini che si recavano a Roma in cerca del perdono di Dio. La processione che dura molte ore per via del lento incedere dei perdoni, devono rientrare al Carmine entro la mezzanotte del Giovedì  Santo, quando, dalla Chiesa di San Domenico, parte la processione dell’Addolorata. E’ aperta dal troccolante, confratello che porta la troccola, tavola di legno nero, orlata di argento con 4 maniglie di ferro che, agitata, produce un caratteristico rumore (un caratteristico “trac-trac” dal quale potrebbe derivare la parola). Seguono la banda con le marce funebri, le pesare, la Croce dei Misteri, le poste, intervallate dai crociferi, l’Addolorata, statua lignea con un lungo abito nero che porta nella mano destra un fazzoletto bianco e nella sinistra un cuore. La processione è chiusa da una seconda banda. Questa processione si conclude solo il pomeriggio del Venerdì Santo alle 17:00 per consentire l’inizio della seconda processione, quella dei Misteri, che dalla Chiesa del Carmine si snoda per le vie del centro storico e del cuore della città per farvi nuovamente ritorno alle prime luci del mattino del sabato. A sfilare per la città, in questo caso, sono le statue rappresentanti la passione di Gesù. Anche la processione dei Sacri Misteri è aperta dal troccolante, seguito dalla prima banda.  Subito dolo la Croce dei Mister. Tra le statue (La Croce dei Misteri con le statue di Gesù nell’orto dei Getsemani, Cristo flagellato, l’Ecce homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Cristo Morto, l’Addolorata) accompagnate in processione, i perdoni, gli uomini della Confraternita del Carmine, scalzi e incappucciati, procedono spalla a spalla, con passo impercettibile, in coppie, accompagnati da struggenti marce funebri, vestiti con l’abito tradizionale: un rosario nero, un camice e un cappuccio bianco, cappello nero dalle falde larghe, un drappo di seta blu. Una seconda banda si colloca dopo la Sacra Sindone, mentre una terza chiude la processione. Il rientro avviene entro le 7 del Sabato Santo con un rituale davvero emozionante: il troccolante, col volto rigato di lacrime, dà un colpo con la mazza e bussa tre volte al portone della Chiesa del Carmine. Esso viene aperto e le statue rientrano. Ogni anno, i riti della Settimana Santa di Taranto attirano milioni di visitatori e curiosi. E’ l’evento più importante dell’anno per la Città. Tra i Riti della Settimana Santa, una menzione particolare merita la Passio Christi di Ginosa, rappresentazione vivente degli ultimi attimi della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla morte, fino alla Resurrezione rievocata con l’ausilio dei narratori e dell’accompagnamento musicale. La sacra rappresentazione prende il via con la sfilata dei figuranti in costume, dislocata tra le diverse strade e piazze, illuminate da fiamme di tripodi. L’evento si rinnova da ben 44 edizioni alla vigilia della Domenica delle Palme e alla vigilia della Domenica di Pasqua.

Foto Michele Grecucci da  https://www.facebook.com/TarantoSettimanaSantaOfficial/

Perdoni nei riti della settimana santa di Pasqua

Perdoni nei riti della settimana santa di Pasqua

Madonna Addolorata Settimana Santa Taranto

Pasqua 2018

Pasqua 2018

Giornate FAI di Primavera 2018: a Laterza torna l’appuntamento con la bellezza!

Giornate FAI di Primavera 2018: a Laterza torna l’appuntamento con la bellezza!

Anche quest’anno Laterza ospita le Giornate FAI di Primavera, iniziativa del Fondo Ambiente Italiano che dal 1993, ogni terzo week-end di marzo, ci “accompagna” a scoprire o riscoprire la bellezza che ci circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata! Il 24 e 25 marzo lasciatevi guidare attraverso i vicoli del paese per scoprire la Chiesa di Santa Maria La Grande, la più antica della cittadina;  l’antica Conceria, uno degli ultimi esempi di conceria esistente a Laterza, utilizzata per la concia delle pelli, attività fiorente nel ‘700, della quale si conosce ben poco; la Fontana dei Mascheroni, struttura vitale per l’approvvigionamento idrico del popolo laertino, la Collezione Chini e la Collezione Tondolo, ceramiche d’autore del ’600-’700 custodite presso il  MUMA, il Museo della Maiolica che si trova in un’ala del Palazzo Marchesale.

Tutti i siti sono accessibili ai disabili.

Le visite saranno anche in inglese, francese, tedesco.

Sarà possibile visitare i luoghi suddetti alle 09:30 – 12:30 – 15:00 – 18:00 in entrambe le giornate. Sabato mattina, però, le visite saranno riservate alle scolaresche.

Le bellezze di Laterza, però, non finiscono qui!

Se venite in visita in questa cittadina pugliese, al confine con la Basilicata, non potete assolutamente perdervi lo spettacolo della maestosa Gravina, canyon mozzafiato e selvaggio profondo più di 230 metri che squarcia la terra per ben 12 chilometri e neppure specialità gastronomiche come il pane, la focaccia e la carne al fornello!

Benvenuta Primavera… bentrovata Bellezza!

https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?comune=LATERZA

https://www.visitlaterza.com

https://www.cealaterza.it

https://www.gravinweb.it

 

La Penisola del Tesoro: il TCI alla scoperta di Laterza, perla del Parco delle Gravine.

Laterza quarta tappa della penisola del Tesoro.

Locandina evento La Penisola del Tesoro a Laterza di Vitantonio Fosco.

 

La quarta tappa della penisola del tesoro è Laterza: il 15 maggio si accenderanno i riflettori sull’inestimabile patrimonio naturalistico, il centro storico, la prestigiosa tradizione ceramica e l’enogastronomia del luogo.

Dal 1999 la Penisola del Tesoro accompagna soci e simpatizzanti del Touring Club Italiano alla scoperta dell’Italia e del suo patrimonio artistico, visitando gli angoli meno conosciuti della Penisola. Luoghi di grande fascino ricchi di tesori artistici, naturalistici, tradizioni culturali e artigianali.

Laterza sarà la quattordicesima città pugliese svelata con la Penisola del Tesoro in questi 17 anni: il primo Comune della provincia di Taranto dove la manifestazione si svolse nel 2006.

Domenica 15 maggio sono in programma aperture straordinarie, visite guidate gratuite, danze in costume d’epoca, con un’intera comunità emozionata e pronta ad accogliere quanti sceglieranno di trascorrere una domenica speciale in questa perla del Parco Regionale Terra delle Gravine.

“La visita a Laterza si articola principalmente lungo un itinerario storico, culturale e artistico curato dall’ufficio IAT, ma non manca la possibilità di un percorso naturalistico nella Gravina, il più grande canyon d’Europa, grazie agli operatori del Centro di Educazione Ambientale, o ancora alla ricerca dell’ospitalità autentica e delle specialità enogastronomiche tipiche come il celebre pane di Laterza, il rinomato caciocavallo, le succulenti carni al fornello, l’olio e il vino locali, grazie al lavoro e all’impegno di tanti operatori e ristoratori. Non ultima una speciale accoglienza con stand gastronomici, danze in costume rinascimentale, giochi per bambini, la possibilità di visitare la mostra d’arte contemporanea SonOra nell’atrio del Palazzo Marchesale.”

Le visite guidate si svolgono con partenze programmate dalle 9.30 alle 17.00. Tutte le attività sono gratuite, ma è prevista la prenotazione obbligatoria contattando il numero verde del Pronto Touring (800.888.882) oppure rivolgendosi direttamente all’ufficio IAT di Laterza (333.5726138).

 

 

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Un ringraziamento speciale da tutti gli operatori laertini va al Generale Giuseppe Genchi, Viceconsole regionale Touring Club, al Console per la Provincia di Brindisi, Giovanni Colonna, al Viceconsole per la Provincia di Taranto, Oronzo Urso e a tutto il TCI per il grande apprezzamento per i luoghi, la cultura, la storia, l’enogastronomia e le tradizioni di Laterza e per tutto il loro impegno.

Cantina spagnola Laterza

Affresco nella cantina spagnola, chiesa rupestre ab antiquo luogo di preghiera divenuta dal 1664 luogo di riunioni segrete e investiture cavalleresche, durante il dominio spagnolo.

Chiesa di San Lorenzo: rosone.

Chiesa di San Lorenzo: rosone.

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Vista panoramica della gravina di Laterza, nel Parco Regionale Terra delle Gravine, uno dei più grandi canyon d’Europa

Palazzo marchesale

Palazzo marchesale: nei secoli il castello ha subito numerosi rimaneggiamenti trasformandosi da residenza fortificata a palazzo signorile. La splendida corte ospita spesso eventi culturali o mostre temporanee.

 

 

 

 

 

 

I tesori di casa mia : le orchidee spontanee della “Terra delle Gravine”.

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Mi piace camminare  per sentieri e viottoli di campagna, immersa fra i profumi della macchia mediterranea  e quelli delle erbe selvatiche, poggiando un piede dopo l’altro con attenzione, per evitare un formicaio o la tana di una talpa,  consapevole di camminare in una meravigliosa terra: la Terra delle Gravine.

E’ il mio rituale quotidiano. Ogni giorno, dopo pranzo, fuggo per un’oretta dal solito tran tran lavorativo per “rifugiarmi” nel bosco o sulla murgia, alla ricerca di qualche masseria abbandonata, di qualche grotta o semplicemente a passegiare con i miei cani lungo il ciglio dell’amata gravina, per sentire il vuoto del crepaccio che si staglia sotto i miei occhi: un’oasi di pace a 10 minuti a piedi dal B&B.

Il periodo dell’anno che adoro è, certamente, la Primavera… quando la natura e gli animali si risvegliano e il ciclo della vita ricomincia.

La mia passione in questo periodo sono asparagi (di cui vi parlerò un’altra volta, allegando magari qualche gustosissima ricetta) e orchiedee selvatiche.

A Primavera, tra una pianta di asfodelo e una di ferula, che ti ricordano le storie antiche degli uomini che conoscevano profondamente la natura e ne interpretavano i segni vivendo in simbiosi con essa , trovi alcuni dei fiori più belli del creato (tra i miei preferiti, insieme ai miei amati bellissimi Iris), le orchidee selvatiche.
Ne esistono oltre 50 specie qui nel Parco Regionale Terra delle Gravine, diverse per dimensioni e colori. Sono fiori spesso molto piccoli e relativamente rari per cui occorre una certa pazienza per vederle anche perchè spesso sono nascoste da lla vegetazione più alta e fitta.
Mi piacciono talmente tanto che, nonostante il mio proverbiale “odio” per obiettivi e macchine fotografiche, mi ritrovo a trascorrere tutto il tempo delle mie escursioni e passeggiate a fotografarle (allego qualche foto a questo articolo, non siate troppo severi coi giudizi), per serbarne il ricordo da qualche parte…
Guai a raccoglierle, sono rare e delicatissime (l’abuso di insetticidi, pesticidi e l’inquinamento atmosferico determinano una loro rapidissima scomparsa, infatti molte di esse sono ormai specie in via di estinzione o estinte), possono crescere solo in terreni incolti da almeno vent’anni, impossibili da coltivare in vaso o in giardino!
Secondo biologi e studiosi la presenza delle orchidee selvatiche in un luogo è garanzia di un ambiente sano ed incontaminato.
“Alleniamoci” alla contemplazione, quando si tratta di ambienti naturali, piante e fiori…. non portiamoci via nulla, lasciamo che tutti coloro che passano dopo di noi godano dei preziosi doni che la Terra sa regalarci…

 

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…. perchè qui a Laterza non è una Buona Pasqua senza scarcella!

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Questa mattina per colazione abbiamo fatto assaggiare ai nostri ospiti, insieme ad altri dolci, la famosa scarcella, un tipico dolce pasquale della tradizione pugliese.

Gli ingredienti sono pochi e la preparazione piuttosto semplice: uova, farina, latte, zucchero, olio e la scorza di un limone biologico per una pasta frolla “speciale” ricoperta da una semplicissima e buonissima glassa al limone!

Questo dolce è molto amato anche dai bambini perchè può assumere le forme più disparate:  campana, cagnolino, cuore, pulcino….

Qui, da Iris, ha vinto il nostro lato più “romantico”!

Ingredienti per il “biscotto”:

500 g farina tipo 00
200 g zucchero  
2 uova
100 g olio di oliva extravergine
100 ml circa  di latte fresco intero
1 bustina di lievito per dolci in polvere
1 limone preferibilmente biologico (utilizzeremo la scorza grattugiata per aromatizzare l’impasto e il succo per la preparazione della glassa)
Ingredienti per la galssa:
gli albumi di 4 uova
200 gr di zuccero a velo (o zucchero molto solubile)
succo di limone
codette di zucchero colorate e confettini colorati (per decorare)

 

Preparazione biscotto:

Versate la farina su una superficie piana e aggiungeteci per prima cosa il lievito per dolci, lo zucchero semolato e la scorza grattugiata del limone. Subito dopo potete aggiungere le uova leggermente sbattute e cominciate ad impastare con le mani. Aggiungete gradualmente l’olio extravergine d’oliva al composto e il latte e continuate ad impastare amalgamando bene tutti gli ingredienti tra loro. Una volta ottenuto un composto omogeneo (ma non troppo compatto), dategli una forma sferica, coprite con uno strofinaccio e lasciate riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. Stendete la pasta su un piano di lavoro aiutandovi con un mattarello e successivamente date alla pasta la forma che preferite. Mettete la vostra scarcella nel forno per circa 15 minuti a 180°. Prima di toglierla dal forno aspettate che si dori e assuma un aspetto croccante. Lasciate che si raffreddi; poi passate alla glassatura.

Preparazione glassa:

Ponete in un pentolino 200 gr di zucchero a velo e aggingete dell’acqua fino a ricoprirlo; mettete il pentolino sul fuoco a fiamma bassa e mescolate fin quando lo zucchero non si sarà sciolto del tutto. Lasciatelo raffreddare: Una volta che avrà raggiunto la temperatura ambiente aggiungete l’albume montato a neve e qualche goccia di limone.

Versate la glassa sulla scarcella e spargete rapidamente confettini e codette per permettere che si attacchino facilmente alla superficie. Lasciate che la glassa raffreddandosi si rapprenda…. et voilà! Si capisce che il nostro è un cuore??? :D

Questo dolce è buonissimo e adatto sia per colazione che per la merenda o a fine pasto.

Non ci resta che augurarvi buon appetito e buona Pasqua!

A Laterza, un Festival a tutta adrenalina. Nel Parco “Terra delle Gravine” arriva il primo evento dedicato al climbing e al turismo sostenibile.

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L’attesissimo appuntamento è tornato! Domenica 6 dicembre 2015 il consueto evento di arrampicata sportiva dedicato ai principianti che desiderano cimentarsi con questo adrenalinico sport è ancora più ricco! Arriva il “LATERZA CLIMBING FESTIVAL”. Le esibizioni dei più esperti climbers del sud Italia vi terranno col fiato sospeso e col naso per aria, in uno scenario suggestivo come quello di Grotta Croce, nella maestosa Gravina di Laterza.

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Le nostre camere

Iris B&B è provvisto di 3 ampie stanze, arredate con cura, luminose e dotate di ogni comfort (condizionatori, tv lcd, connessione wi-fi, etc). Le camere possono essere, a scelta del cliente:

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